Bianca ….. neve

 

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Sto lavorando

Sto lavorando…..sono le 2 di notte, silenzio in casa, non si sente niente….o quasi

Ogni tanto mi capita di fare le ore piccole in compagnia del PC, sul tavolo due biscotti ed un bicchiere di latte….

Luce soffusa, sono talmente coperta che sembra debba partire per il polo nord, a quest’ora i termosifoni sono spenti. Ma sono ancora sveglia ed ho voglia di scrivere qualcosa di spensierato, sperando di riuscire a mettere insieme un discorso che abbia senso. Sto ascoltando musica con gli auricolari per non svegliare tutti, ascolto canzoni di ogni tipo dai Guns N’Roses ad Alvaro Soler, passando per Enrique Iglesias, Ed Sheeran e tanti altri. Note su note che rimbalzano nella mia mente e muovono un sacco di ricordi e sensazioni molto belle. Potrei dire che ogni canzone l’associo ad un momento particolare della mia vita, bello, brutto, carino, simpatico, divertente, buffo, romantico, spensierato e perché no romantico. Ci sono canzoni che mi fanno volare….volare via con la mente…..nel senso che stacco ogni legame con la terra ed inizio a sognare…..a sognare mentre ballo con mia figlia, a sognare il primo bacio a mio marito, a sognare una carezza ricevuta e restituita, a sognare di correre di nuovo, oppure semplicemente a camminare in qualche bel posto, magari non troppo lontano da casa mia…..Quanti sogni fatti ma quanti ancora da fare….ma…..

ora vado a letto sperando di fare tanti sogni….come questo :

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primavera 2015

“Questa storia partecipa al Blogger Contest.2018” (http://www.altitudini.it/bc/bc18/)

Primavera 2015. Questa stagione segnò l’inizio del mio camminare nel buio.

Iniziai con una prova master di nuoto, poi qualche sciata su neve ormai troppo “molle”, qualche “rollerata” in giro per la mia città e per non farmi mancare proprio nulla un trekking di 32 km. Tutto questo in un lasso di tempo molto breve, senza allenamento, senza preparazione e quindi per una persona non troppo robusta e lassa significò conflitto femoro-rotuleo di entrambe le ginocchia. Seguirono mesi di fisioterapia intensiva in palestra e a casa ed un imparare a convivere con questo fastidio che a tratti ti snerva e ti sfinisce. Di fianco a me una persona che amavo stava anche Lei percorrendo un sentiero non troppo facile, anzi molto più difficoltoso del mio e sicuramente molto più doloroso; i nostri sentieri s’intrecciarono, si sovrapposero sempre, ma ad un certo punto Lei decise di lasciarmi sola. Feci di tutto per stare con Lei, l’accompagnai sin dove ho potuto poi un pomeriggio mi sono ritrovata da sola, non avrei mai voluto ma il destino decise così. Non ero pronta ed in cuor mio sapevo benissimo che non lo sarei mai stata. Ma a tutto questo si aggiunse dell’altro, mi sembrava che il mondo mi crollasse addosso, che tutto mi si stesse rivoltando contro e mentre cercavo disperatamente di proseguire lungo il mio sentiero qualcuno iniziò a tinteggiare di nero tutto quello che avevo, che mi era rimasto. All’inizio mi sembrò che coprisse molto bene il nero della mia tristezza e della mia solitudine poi con il passare del tempo, ma molto più tardi, mi accorsi che era tinta nera su altra tinta nera. Fare l’imbianchino non è facile soprattutto quando sulle pareti della tua vita ci sono strati di colore scuro, ma dovevo iniziare a fare qualcosa, non volevo più vedere tutto quel nero, avevo bisogno di vedere del bianco e del colore. Così ho iniziato a fare molte cose, questa volta senza esagerare, e mi sono fatta aiutare da persone che credevano in me e poi ho iniziato a camminare di nuovo. Avevo bisogno di colore, la mia anima gridava : “colore!!!!, per favore inondami di colore” così provai a dare ascolto alla mia anima sofferente. Inizia con le cose più semplici, per il mio zaino scelsi il rosa, per il K-way il rosso, per le scarpe un grigio-verde, per la macchina fotografica ancora rosa. Mi inventai persino un nome per le mie passeggiate, WAS, acronimo di WAlking Small e così piano piano ho iniziato a scorgere un po’ di luce. Il mio cammino è ancora lungo, ma quando posso e ho tempo prendo il mio zainetto e intraprendo nuovi sentieri che di nero non hanno proprio nulla.

Sentiero della Libertà

Ci sono sentieri ricchi di storia, che sono diventati parte della nostra vita proprio perché hanno vissuto con noi. Credo che anche i sassi che si trovano lungo questi percorsi sappiano quanta sofferenza o gioia provavano le persone che camminavano su questi sentieri. Prima di percorrere queste stradine o mulattiere bisognerebbe conoscere la storia di questi posti e riflettere sulla nostra vita.

Il Sentiero della Libertà va da Sulmona a Palena e ripercorre strade sterrate e mulattiere che furono utilizzate sul finire della II Guerra Mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, dai reclusi in fuga dal campo di prigionia di Fonte d’Amore, anglo-americani, ma anche sudafricani e neozelandesi, che cercavano la salvezza, guidati dai partigiani verso i territori già liberati dagli Alleati.

Insieme a mio marito ed a mia figlia ho percorso un breve tratto di quello che viene ritenuto come il cuore del Sentiero della Libertà, da Campo di Giove a Guado di Coccia. In realtà ci siamo limitati a pochi Km a causa del maltempo ma sufficienti per immergersi nella storia.

 

Gola del Sagittario

Quest’anno siamo tornati in Abruzzo, più precisamente nella zona della Majella. Nonostante il tempo non fosse bellissimo sono riuscita, con la mia famiglia, a fare qualche passeggiata molto bella ed interessante. Abbiamo camminato nella Gola del Sagittario per qualche Km rinfrescando poi i piedi nell’acqua gelida ma cristallina.

 

PIEVE

Domenica sono tornata a Pieve. Per me è sempre una forte emozione tornarci , ho tantissimi ricordi legati a questo posto. Ho trascorso gli anni della spensieratezza proprio qui, a Pieve.

Quante cose fatte, i campi scuola, le veglie di preghiera, gli incontri serali con i gruppi giovani-giovanissimi, le ore piccole a parlare con gli amici, le feste, le domeniche trascorse al circolo a preparare i caffè, i veri amici e compagni di avventure, i presepi ultimati la vigilia di Natale. Per quelli della mia generazione Pieve è più di una Chiesa o di una Parrocchia, per noi è stata veramente una seconda casa, lì volevamo andare perché a Pieve si stava bene.

Poi ….i primi Matrimoni degli amici, il mio Matrimonio ed il Battesimo di mia figlia. Ogni volta che entro in questa Chiesa mi guardo sempre attorno, come se controllassi che niente sia cambiato, osservo gli affreschi e ricerco quello che riprodussi sugli inviti delle mie nozze. Per me è sempre bella, l’altro giorno ho guardato mio marito e gli ho chiesto “è vero che è sempre bella ? ” .

Vado avanti con il ricordare, ad un certo punto una forte fitta al cuore ed un senso d’impotenza, mi rattristo, avrei voglia di uscire, di piangere, di gridare, a stento trattengo le lacrime. Rivivo emozioni tristi e molto forti, rivivo quando qui salutai i miei genitori qualche anno fa. Mi ricordo che mi ero seduta in prima fila, perché è così che le consuetudini vogliono, e che aspettavo mia sorella. Quando i nostri occhi s’incontrarono un forte abbraccio ci venne spontaneo come se da quell’abbraccio cercassimo consolazione e la forza per superare quel momento di dolore.

Ogni volta che torno a Pieve tutte queste emozioni s’incavallano e s’intrecciano, vorrei evitarle ma è impossibile, non ne sono capace, e allora mi guardo attorno per cercare le mie ancore di salvezza Andrea ed Ele.